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Prima pagina del Comitato regionale Puglia del Partito dei Comunisti Italiani
Volantino precari PDF Stampa E-mail
Notizie nazionali
Scritto da Donato Rapito   
Sabato 13 Novembre 2010 05:26

Volantino precari

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Novembre 2010 05:43
 
Congresso costituente della Federazione della Sinistra Barletta-Andria-Trani PDF Stampa E-mail
News Federazione di BAT
Scritto da Mimmo Canfora   
Lunedì 01 Novembre 2010 21:30

Barletta

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Novembre 2010 08:03
 
Bari, il primo congresso fondativo della Federazione della Sinistra PDF Stampa E-mail
News Federazione della Sinistra
Scritto da Franco De Mario   
Mercoledì 03 Novembre 2010 19:18


Chi siamo.

            Il Prc, il Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro & Solidarietà, hanno deciso di dare vita a un nuovo soggetto politico, unitario e plurale: la Federazione della Sinistra e di invitare a parteciparvi altri soggetti politici, movimenti, associazioni, cittadine e cittadini.

            Ci sentiamo parte delle forze che in Europa e nel mondo si battono per costruire  un'alternativa di sistema, a partire dal conflitto tra chi controlla la proprietà dei beni economici e chi non ha questo potere, dalla contraddizione fondamentale tra capitale e lavoro, dalla contraddizione tra sessi.

            Indichiamo la prospettiva di un lungo e profondo processo di cambiamento nel quale il dominio del capitale e del patriarcato venga superato attraverso il conflitto democratico, sociale ed ideale e sia sostituito da un altro sistema economico e sociale fondato sul principio d'eguaglianza di: “una comunità nella quale la libertà di ciascuno è la condizione per la libertà di tutti”.

Perché ci uniamo.

            Ci uniamo per cominciare ad invertire la tendenza alla divisione ed alla frammentazione che tanto danno ha arrecato alle lavoratrici, ai lavoratori, all'Italia, alla sinistra, per dare senso e credibilità alla prospettiva del cambiamento.

            Il capitalismo non è in grado di garantire lo sviluppo sociale e civile e l'equilibrio ambientale del pianeta. La globalizzazione neoliberista affermando un modello di capitalismo senza limiti e regole, trascina il mondo in una crisi senza eguali. Tutt'altro che episodica o ciclica, essa rende evidente all'umanità i gravami d'un sistema di guerre permanenti e di dominio di classe sorretto da logiche liberiste e capitalismo finanziario che accresce il divario tra produttività del lavoro e capacità di consumo dei lavoratori, distrugge risorse naturali e specula sull'indebitamento privato e pubblico sino a livelli ormai insostenibili.

            Anche in Italia il sovversivismo delle classi dominanti utilizza la crisi come opportunità per demolire lo stato sociale, frammentare il lavoro, colpire l'assetto democratico costituzionale, aggravare le ingiustizie sociali. Leggi ordinarie ed eversive della democrazia tendono a piegare la Costituzione a misura del mercato e del profitto in danno del lavoro, dei diritti della persona, dell'uguaglianza. Il bipolarismo coatto si è rivelato come lo strumento oligarchico che favorisce l'espulsione dalla vita istituzionale della centralità del lavoro, della rappresentanza politica dei lavoratori e d'ogni prospettiva di reale cambiamento.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Novembre 2010 19:21
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Alle comuniste ed i comunisti della diaspora PDF Stampa E-mail
News Federazione di Bari
Scritto da Franco De Mario   
Martedì 02 Novembre 2010 16:52


     Invito    

alle comuniste ed i comunisti della diaspora

                           

                Care compagne e cari compagni,

il Congresso Fondativo della F.d.S. è un risultato parziale ma oltremodo significativo per il PdCI che mantiene il principio irrinunciabile dell'unità politica dei comunisti assieme all'ampia unità della sinistra.

                Continuamente sosteniamo essere questa la via maestra per ricollocare al primo posto della politica e dell'azione di Governo dell'Italia i problemi del lavoro e del salario, dell'istruzione pubblica e della cultura, della democrazia costituzionale e della libertà sostanziale, della pace, della fruizione dei beni e servizi collettivi. Siamo dunque ad una tappa importante e nelle condizioni imposte dalla fase politica e dal livello di unità oggi raggiunto, dobbiamo esprimere  tutte le nostre migliori qualità.

                Pur vero è che dal 2007  andiamo proponendo la costituzione di un unico Partito Comunista a Rifondazione che non ha mai condiviso la nostra proposta, rigettandola: ne prendiamo atto ma non rinunciamo all'obiettivo d'un unico partito comunista.

A tal fine mettiamo a disposizione di tutti coloro che si ritengono comunisti il nostro Partito dei Comunisti Italiani, determinati come siamo a mantenere aperta la questione comunista in Italia. Senza alcuna volontà egemonica mettiamo laicamente a disposizione di tutti i comunisti questa nostra forza, che esiste in Italia, chiamando altri comunisti a consolidarla, allargarla, dirigerla.

 

                Insieme, compagne e compagni,

ribaltiamo l'idea che l'unità della sinistra possa indebolire il nostro pensiero strutturato o l'identità politica e programmatica dei comunisti che nella specificità italiana, con intelligenza e tenacia politica perseguono il cambiamento del sistema economico, sociale ed istituzionale della società  in cui vivono.

                Siamo impegnati a promuovere le migliori condizioni di realizzazione dell'unità dei comunisti in Italia, imprimendo nuovo impulso al processo avviato con il Congresso Fondativo della FDS (a pochi mesi dal nostro).

                Pronti a lavorare, con donne e uomini di sinistra ma non comunisti e che non si pongono oggi il fine del superamento del capitalismo, su obiettivi parziali ma condivisibili per allargare tutti i fronti di lotta politica sociale e sindacale, convergendo verso ogni pur minimo risultato di concreta trasformazione e progresso sociale.

                Accoglienti verso quei tanti compagni formatisi alla storia del PCI, per superare assieme una evidente contraddizione politica tra il grande consenso raccolto dal Presidente Vendola, ed il perpetuarsi di procedure di mortificazione della politica, di plebiscitarismo e di leaderismo che indistintamente affliggono la sinistra come la destra.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Novembre 2010 19:17
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Tempi tristi per chi ha fermamente creduto che nessuna mediazione fosse possibile PDF Stampa E-mail
Notizie nazionali
Scritto da Redazione Portale Comunisti Puglia   
Mercoledì 20 Ottobre 2010 14:18

Oliviero Diliberto

Tempi tristi per chi ha fermamente creduto che nessuna mediazione fosse possibile tra Berlusconi e Fini. E invece la mediazione sembra essere in atto e, di conseguenza, comincia a cambiare il clima politico.
Non a caso il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Mercedes Bresso.
Lo dico con dispiacere: l’inadeguatezza del Pd è grande.
Invece di prendere il toro per le corna e capire che non era più aria di giocare di fioretto; invece di inventarsi governi tecnici o “di scopo”, come dicono quelli più chic; invece di dividersi tra chi punta al centro (numerosissimi e rumorosissimi), chi vuole fare il nuovo Ulivo e chi sogna Montezemolo, occorreva cogliere al volo l’opportunità data dalla crisi profonda del berlusconismo e stare con le mani, i piedi e la testa dentro la manifestazione dei metalmeccanici assumendone la portata generale di cambiamento.
E invece, mentre il Pd gioca ai quattro cantoni, il centrodestra riorganizza le sue truppe.
Con difficoltà, con lacerazioni che persistono, con dissensi che possono nuovamente scoppiare. Ma se riescono a risistemare le caselle del potere interno, ridando a Fini quel che è di Fini, potrebbero anche farcela.
Eppure non tutto è perduto. La crisi del berlusconismo – in senso politico e culturale – non è da poco e credo senza via di uscita.
Il punto drammaticamente scoperto è l’alternativa: una coalizione vera, con contenuti veri, con punti programmatici prioritari. Non c’è e quando si apre l’occasione, come nel caso della manifestazione dei metalmeccanici, quella possibile alternativa si sbriciola.
Ma in politica gli spazi vuoti non esistono. Nella straordinaria manifestazione sindacale del 16 la voglia di politica e di organizzazione politica era un’esplosione che tracimava lo stato di cose esistenti.
Poneva due obiettivi tremendamenti seri : tenere in piedi i comitati che hanno lavorato per rendere possibile la manifestazione ed arrivare allo sciopero generale.
Non c’era spazio per Grillo in quella piazza seria. Ce n’era poco persino per Di Pietro. Ce n’era parecchio di più per la Federazione della Sinistra e per Sel che mescolavano bandiere e militanti aquelli della Fiom. 
E allora se la destra si riorganizza e il centrosinistra resta nel pallone, sta a noi, con le nostre poche forze, ed ai metalmeccanici, con la loro forza straordinaria, riempire lo spazio politico, drammaticamente vuoto, dell'alternativa.

 
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“Di equità e giustizia sociale nemmeno l’ombra. La Manovra del governo Monti è in continuità con la politica da macelleria sociale del precedente Esecutivo". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.
"Leggo - continua Diliberto - della soddisfazione di Confindustria, di forti prese di posizioni contrarie alla Manovra provenienti da diversi settori del mondo sindacale e sociale e apprendo di sit-in, mobilitazioni e scioperi spontanei che in queste ore si stanno organizzando e decidendo, a testimonianza del fatto che il provvedimento fa pagare la crisi sempre agli stessi, ai soliti noti: lavoratori e pensionati in primis".
"Noi - conclude Diliberto - stiamo dalla parte di chi non ci sta e chiediamo a gran voce di cancellare tutte le iniquità presenti nel testo partorito ieri dal Consiglio dei Ministri e di sostituirle con un’unica e sola misura, questa sì, di equità: l’introduzione di una vera patrimoniale, senza la quale non ci sarà uguaglianza che tenga”.
Inviato da : redazione | Lunedì, 05 Dicembre 2011 - 14:30

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