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Tra Costituzione e surrogato di democrazia, scegliamo la prima
da tempo gli organi d’informazione promuovono titoli ad effetto per attrarre concittadini e lettori, editando pastoni in cui l’esigenza a semplificare analisi politiche complesse, si mescola con il convincimento del redattore, a discapito della veridicità della notizia.
La cronaca prevale sull’argomentazioni, la motivazione rimane in sé, la notizia è la “tifoseria a prescindere” ascritta, la chiosa sta nell’inconfutabile sentenza emessa del redattore.

Al confronto politico, è preferito il teatrino dei nomi: leader e pupari, a destra come a sinistra proprietari di sigle e partiti, impegnati a blandire i favore di tifoserie, utili a camuffare edonismi ed interessi inconfessabili.
Un modo di fare informazione, tutt’altro che libero, piegato a logiche strumentali faziose, che ha le più alte vette nell’editoria e comunicazione di rito berlusconiano, ed in larga parte di quella pubblica.
Senza imbarazzo alcuno, “scafati” apprendisti pure a sinistra, assumono e praticano questi insegnamenti, disinteressati come sono, assieme ai loro maestri, ai gravissimi fenomeni degenerativi indotti nella politica, intesa come manifestazione di cultura e testimonianza del conflitto sociale
Cattivi maestri e praticanti la politica sporca, inducono i giovani concittadini alla percezione della politica, non come impegno quotidiano all’istruzione, all’educazione culturale, alla redazione di progetti di fruizione dei bei pubblici, attraverso l’uso rispettoso ed efficace delle risorse collettive, ma come luogo in cui si è bravi se, “l’opportunità di schieramento” è il presupposto per la propria affermazione ed il proprio profitto.
E’ noto, ad esempio, l’impegno ma anche l’affanno con cui le forze politiche tutte, comuniste e di sinistra, democratiche e moderate, proclamano la ferma determinazione a difendere la nostra Costituzione ed i suoi valori universali.
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