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News Comitato Regionale
Perché invitiamo tutta la sinistra ad essere a Roma assieme alla FIOM PDF Stampa E-mail
News Comitato Regionale
Scritto da Redazione Portale Comunisti Puglia   
Venerdì 15 Ottobre 2010 19:04

Perché invitiamo tutta la sinistra ad essere a Roma assieme alla FIOM.

 

            E' sotto gli occhi di tutti, nelle tasche dei lavoratori, nelle condizioni quotidiane di vita di un'intera Nazione il peso vero degli effetti d'una crisi che i nostri governanti hanno tenacemente cercato di nascondere, sino all'ultimissima riunione del Consiglio dei Ministri che ha deciso ulteriori tagli di spesa sociale.

            Continuano a mentirci sul conflitto capitale-lavoro ormai superato mentre, in realtà, operano alla demolizione del lavoro e del lavoratore come soggetto titolare di diritti, per trasformarli in merce acquistabile senza regole ed impiegabile a discrezione come appendice dell'impresa.  

            Come se già non bastasse già l'attacco allo Statuto dei Lavoratori ed al Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, il Governo propone al Parlamento una legge che sostituisce i giudici ed i tribunali con un “arbitrato” per dirimere i conflitti contrattuali e sociali tra lavoratori e padronato.

            Dunque la destra che governa l'Italia in nome e per conto dei padroni capitalisti, con una legge del Parlamento,intende demolire il diritto costituzionale alla contrattazione collettiva e precostituire l'esito dello scontro sociale di classe in favore del capitale e non del lavoro.

            Ovvero non è lo scontro di classe che deve scomparire ma il lavoratore come portatore di diritti che va definitivamente sconfitto; ed è per queste buone ragioni che noi comunisti, sosteniamo la necessità di riconnettere le questioni sociali con quelle della politica per meglio contrastare quest'attacco senza precedenti alla sostanza del nostro essere Paese civile e democratico.

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Ottobre 2010 19:07
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La risposta di Alba Sasso dopo la denuncia del segretario PdCI PDF Stampa E-mail
News Comitato Regionale
Scritto da Franco De Mario   
Martedì 21 Settembre 2010 04:24

Pubblichiamo la lettera inviata dall'Assessore Sasso alla redazione del giornale "Quotidiano di Bari" riportante giudizi sull'azione del nostro Partito di cui  la replica del compagno Franco De Mario.

 ^^^ ° ^^^

 

Il caso. La risposta di Alba Sasso dopo la denuncia del segretario PdCI

L’assessore replica: “Stiamo recuperando i crediti, non strozzando gli enti formativi”

 “A proposito dell’infuocato articolo scritto sul Quotidiano di Bari in data 10 settembre sul tema formazione professionale, riconosco un metodo noto. Si parte da una notizia per lo più infondata  e imprecisa per poi sparare a raffica su tutto. E non ricordo, ma forse è una mancanza mia, altrettanta vibrata denuncia e protesta , ai tempi in cui “logiche clientelari e affaristiche” c’erano per davvero in quel mondo. E se ne interessava la magistratura. Ora, sappiamo bene quanto sia complesso e variegato il mondo della formazione pugliese. E sono altrettanto consapevole del fatto che non tutto è ancora a norma, non tutti gli enti realizzano al meglio le loro attività, non tutti gli accreditamenti sono degni di rimanere tali. Siamo impegnati, da qualche anno,  in una profonda opera di revisione di tutti i meccanismi della formazione. Ma andiamo alla pietra dello scandalo. Stiamo semplicemente procedendo ad un’azione di recupero dei crediti che la Regione reclama nei confronti di enti più o meno “storici”della formazione pugliese. Non ne abbiamo rinviato la restituzione, avremmo  solo concesso loro il tempo che riteniamo giusto, fisiologico, per rientrare dai loro debiti.

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Ma quale scuola si è aperta oggi! PDF Stampa E-mail
News Comitato Regionale
Scritto da Redazione Portale Comunisti Puglia   
Martedì 14 Settembre 2010 04:28

MA QUALE SCUOLA SI E' APERTA OGGI !

 

Oggi, le immagini di tutte le emittenti televisive e le foto dei quotidiani che accompagnano la notizia dell'avvio ufficiale dell'anno scolastico 2010/2011 espongono cortei e picchetti di lavoratori precari e studenti  ovunque, di fronte a scuole o ad uffici scolastici regionali, o assessorati regionali.

 

Non c'è stata cronaca, anche dei media più proni alla maggioranza di Governo, che abbia potuto evitare di parlare della gravissima situazione in cui è stata gettata la scuola della Repubblica.

 

In tutt' Italia decine di migliaia di insegnanti e di personale ATA dopo anni di lavoro precario nella scuola stanno per essere espulsi.

 

Chiedono un incontro alla Ministra Gelmini e ricevono in cambio uno sprezzante rifiuto  accompagnato dagli elogi alla “dottrina Marchionne”: licenziare i lavoratori.

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Lettera aperta al Governo Regionale della Puglia su: cosa accade nella formazione? PDF Stampa E-mail
News Comitato Regionale
Scritto da Franco De Mario   
Sabato 11 Settembre 2010 08:13

Lettera aperta inviata al Governo della Regione Puglia sulle questioni della formazione professionale e solo parzialmente pubblicata. 

Una vicenda molto concreta che interessa centinaia di famiglie di lavoratori, offuscata da uno scenario politico regionale interessato a ben altro; una richiesta di buon governo tutt'altro che fuori-tempo.

Lettera aperta al Governo Regionale della Puglia su: cosa accade nella formazione?

 

Nella seduta del Consiglio della Puglia del 27/28 luglio c.a. gli Assessori alla Formazione ed al Lavoro proponevano a firma congiunta un provvedimento di rinvio a cinque anni degli attuali termini di restituzione di somme accertate come non correttamente spese e/o rendicontate, da parte di enti di formazione operanti in Puglia.

Un'improvvida manovra che ha esposto il governo regionale ad un infortunio politico,rendendo però evidente come,seppur con qualche innovazione,il corpo sostanziale della spesa per la formazione sia rimasto ancorato alle procedure delle gestioni Fitto-Silvestri così largamente permissive sulle verifiche.

Un flusso di danaro pubblico che ha alimentato consenso politico per pochi e sprechi finanziari ingenti a tutti e che noi comunisti italiani siamo decisi ad interrompere e recuperare, senza alcuna furberia  accondiscendente, stante il valore delle somme - tra gli otto ed i dieci milioni di euro - già formalmente richiesti in restituzione. Salvo ulteriori precise informazioni che dagli Assessori competenti ci attendiamo, sugli esiti delle verifiche sulle rendicontazioni di spesa, che la società incaricata Ernest & Jugn ha compiuto.

Un fatto certo dunque,che impone la sostanziale esclusione dalle attività formative regionali degli enti coinvolti  e che rinnova la nostra attenzione sulle sorti dei loro lavoratori dipendenti: sia rivenienti dall’ex-elenco regionale dei formatori, sia più recentemente assunti,

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Settembre 2010 08:15
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Il Partito dei Comunisti Italiani e la sanità in Puglia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione Portale Comunisti Puglia   
Martedì 20 Luglio 2010 18:10

COMUNICATO STAMPA

 

Il piano di rientro della spesa sanitaria che il Governo Regionale Pugliese si accinge a varare, se è pur vero che origina nella pertinace ed aggressiva azione intimidatoria esercitata dal Governo Berlusconi - Fitto in danno della Puglia, è anche ed in buona misura derivante dalla perdurante incapacità ad avviare un  progetto di sanità regionale rispondente ai concreti bisogni della popolazione.

 

In questo contesto al taglio dei posti letto ospedalieri, prevalentemente pubblici, si giunge senza alcuna ipotesi sostitutiva di servizi nel territorio e in assenza di un preciso calcolo di quanto costi fissi e  variabili, davvero si riducono per ogni letto dismesso;  così come il blocco del turn-over delle assunzioni ed il cospicuo abbassamento della soglia di esenzione di ticket farmaceutici, ci appaiono come misure tampone, insufficienti ed indifferenti del “valore collettivo” del diritto alla salubrità della persona e dell'ambiente.

 

Misure ingiuste e pesanti esse rimangono, per i disagi che ricadranno sui cittadini della Puglia ma sopratutto perché, nulla potranno sostanzialmente cambiare rispetto al gravissimo peso economico-finanziario che le clientele parassitarie mai efficacemente combattute, gli interessi speciosi di categoria  sempre tollerati e le inefficienze anche fraudolente assai diffuse, esercitano nei continui sfondamenti di spesa che oggi si fanno ricadere sulla collettività pugliese.

 

Non si coglie infatti, neanche in questa difficile circostanza, il benché minimo interesse a rompere  situazioni di privilegio e strumentali appesantimenti nelle procedure di erogazione delle prestazioni al cittadino, notariamente annidate dentro il complesso sistema di relazioni medico-paziente.

 

Osserviamo, con grande rammarico, che le osservazioni critiche che ci indussero, nella precedente legislatura, al voto contrario in Aula al Piano della Salute ci impongono, oggi, ancora una volta, di rinnovare la proposta di mettere mano ad una rivisitazione funzionale del servizio sanitario regionale.

Sicché superata la schermaglia dei numeri e degli artifici contabili contingenti, venga definitivamente capovolta la logica prevalente che presiede alle modalità di utilizzo del danaro pubblico.

La spesa in generale e quella sanitaria in particolare, deve effettuarsi in funzione del benessere collettivo e singolo di tutti i cittadini della Puglia e non, come reso evidente da tante vicende anche giudiziarie, in funzione della costruzione di consenso politico ed a soddisfazione degli apparati politici e non politici detentori del potere di spesa pubblica.

 

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“Di equità e giustizia sociale nemmeno l’ombra. La Manovra del governo Monti è in continuità con la politica da macelleria sociale del precedente Esecutivo". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.
"Leggo - continua Diliberto - della soddisfazione di Confindustria, di forti prese di posizioni contrarie alla Manovra provenienti da diversi settori del mondo sindacale e sociale e apprendo di sit-in, mobilitazioni e scioperi spontanei che in queste ore si stanno organizzando e decidendo, a testimonianza del fatto che il provvedimento fa pagare la crisi sempre agli stessi, ai soliti noti: lavoratori e pensionati in primis".
"Noi - conclude Diliberto - stiamo dalla parte di chi non ci sta e chiediamo a gran voce di cancellare tutte le iniquità presenti nel testo partorito ieri dal Consiglio dei Ministri e di sostituirle con un’unica e sola misura, questa sì, di equità: l’introduzione di una vera patrimoniale, senza la quale non ci sarà uguaglianza che tenga”.
Inviato da : redazione | Lunedì, 05 Dicembre 2011 - 14:30

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