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Altro che... andare in ferie!. PDF Stampa E-mail
News Federazione di Bari
Scritto da Franco De Mario   
Mercoledì 28 Luglio 2010 00:29

Altro che... andare in ferie!.


Non c'è ferie, non c'è tregua, nel precipitare d'un intero popolo di famiglie di lavoratori attraversati da uno scoramento generale di fronte ad una Nazione in cui imperversano senza suscitare alcuna seria indignazione, cricche di affaristi, felloni e grassatori insediatisi negli snodi vitali delle istituzioni democratiche della nostra Italia.

 

Un paese dove si è accettato di fare saltare tutto il sistema dei controlli istituzionali reciproci, che sono stati la sostanza fondativa, il sale della nostra democrazia costituzionale.

Si è alimentata da destra come da sinistra, una progressiva perdita di fiducia collettiva da parte della popolazione che non riguarda ormai soltanto il governo ma è sfiducia complessiva rispetto alle istituzioni, ovvero rispetto alla democrazia stessa, facendo prevalere la logica del più forte.

 

E così accade che un “imprenditore fino a qualche tempo fa considerato “illuminato” anche dalla sinistra per le sue strategie imprenditoriali globali come Sergio Marchionne possa avviare la complessa “operazione Pomigliano” che oggi si rivela per quello che è: lo scambio obbligato per il debole tra il proprio posto di lavoro ed i diritti costituzionali universali.

 

 

 

Ed i guai per il Governo che l'ha appoggiata ed i sindacalisti proni che l'hanno sottoscritta sono appena iniziati, non solo perché hanno acconsentito a che un diritto costituzionale come il diritto di sciopero, potesse essere azzerato da un contratto di diritto privato tra imprenditore forte e lavoratore allo sbando, ribaltando così la gerarchia delle fonti di diritto come la si insegna nella Facoltà di Legge anche a Bari; non solo perché così si è aperta la strada a qualunque forma di ricatto che porta indietro di un secolo le relazioni tra padroni-capitalisti e lavoratori-subordinati; ma anche perché  “l' illuminato” non sta ai patti e sceglie la Serbia per i suoi progetti.

 

Perché dopo il calzificio OMSA, la Benetton ed altre aziende in trattativa, anche la FIAT sceglie quel territorio?, semplice!

Perché hanno quasi tutto gratis dall'agenzia per lo sviluppo del governo serbo, la SIEPA che assicura ai nostri imprenditori anche quelli di profonda fede leghista, un pacchetto di esenzioni fiscali e di incentivi finanziari che si possono sintetizzare in: concessioni statali tra i 2.000 ed i 10.000 euro per ogni nuovo posto di lavoro creato riguardati la produzione, i servizi e la ricerca e sviluppo.

A cui si aggiungono esenzioni fiscali per i primi 10 anni sui profitti aziendali per investimenti superiori ai 7,5 milioni di euro con la creazione di almeno 100 posti di lavoro; crediti fiscali e ripiano delle perdite che si possono leggere in dettaglio all'indirizzo internet http/www.siepa.gov.rs/site/it/home/main/perchè_la_serbia/ragioni_per_investire/incentivi_agli_investimenti/.

 

Ed a noi che rimane dell'attività economica?, del sistema produttivo?, delle professionalità dei lavoratori?, della dignità di una nazione?, del ruolo sociale dell'impresa fino ad oggi costata ingentissime somme di danaro pubblico sottratto dalle tasche del lavoro dipendente, ormai rimasto l'unico contribuente certo di questo Paese.

 

Rimane un governo di felloni di cui ci dobbiamo presto liberare; un pugno di sindacalisti consenzienti e compromessi e la certezza che noi, da comunisti italiani continueremo a batterci con forza contro la vergogna da cui un intero Paese deve risollevarsi.

Bari, 26 luglio 2010

 
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“Di equità e giustizia sociale nemmeno l’ombra. La Manovra del governo Monti è in continuità con la politica da macelleria sociale del precedente Esecutivo". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.
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Inviato da : redazione | Lunedì, 05 Dicembre 2011 - 14:30

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