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Chi è contro la scuola è contro il paese PDF Stampa E-mail
News Federazione di Bari
Scritto da Redazione Portale Comunisti Puglia   
Venerdì 04 Giugno 2010 04:36

Lettera aperta rivolta

alla cortese attenzione dei concittadini,

degli studenti e

di tutti i lavoratori della scuola

 

CHI E' CONTRO LA SCUOLA E' CONTRO IL PAESE!

 

Art. 34 –La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni,è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i alti gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”

 

In aperta violazione della Costituzione, il Governo Berlusconi-Tremonti-Gelmini-Bossi che

 

                     ha già tagliato del 25% i fondi alla scuola pubblica (12 miliardi in quattro anni);

                     ha già ridotto in modo indegno l'orario scolastico di tutti gli ordini di scuola;

                     ha di fatto già espulso dal lavoro centinaia di migliaia di insegnanti e tecnici;

                     ha ridotto di due anni l'obbligo scolastico più altri due per i quattordicenni indotti a scegliere la formazione professionale piuttosto che l'istruzione e per i quindicenni che saranno spinti dalla crisi verso l'apprendistato.

 

 

 

Oggi compie un'operazione ancor più spregevole e diretta, dannosa alla Nazione:

 

                     TAGLIA LA SCUOLA, rinviando ad ottobre l'inizio dell'anno scolastico, in modo da ridurne di altri 15-20 giorni il tempo che moltiplicato per ognuno degli anni d'obbligo significa un totale di 150/200 giorni di studio complessivi in meno, spacciando questa violazione costituzionale come “proposta innovativa”;

                     BLOCCA i contratti, le progressioni di carriera, i pensionamenti e la dinamica salariale (non quella dei prezzi e delle tariffe) dei dipendenti pubblici, che per la scuola significa togliere a 900.000 insegnanti tra i 1300 ed i 1800 euro annui equivalenti ad uno stipendio mensile;

                     PREDISPONE il conseguente e concreto licenziamento di tantissimi “precari”.

 

Un complesso di manovre così concepite, che non tocca d'un centesimo in più gli interessi della minoranza ricca e potente della popolazione, quella dei capitali illegalmente esportati all'estero. Quella delle cricche di malaffare e dei ladroni di Stato, delle speculazioni finanziarie ed immobiliari ripianate con il danaro di tutti, non  mira  alla soluzione dei problemi dell'Italia.

 

Bloccare con arrogante ignoranza l'educazione, l'istruzione e la crescita culturale di intere generazioni, rende ancora più precarie le condizioni quotidiane della stragrande maggioranza della popolazione e mostra tutta l'evidenza degli interessi di classe di questo Governo. Impedire ogni possibilità di crescita equilibrata dell'intero nostro Paese, frantumandolo per mantenere inalterato un modello di sviluppo fondato sull'appropriazione privata della ricchezza pubblica.

 

IN NOME DELLA COSTITUZIONE

BISOGNA CACCIARLI VIA !

 

Franco De Mario

Partito dei Comunisti Italiani-Federazione della sinistra

Federazione di Bari

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Giugno 2010 04:38
 
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“Di equità e giustizia sociale nemmeno l’ombra. La Manovra del governo Monti è in continuità con la politica da macelleria sociale del precedente Esecutivo". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.
"Leggo - continua Diliberto - della soddisfazione di Confindustria, di forti prese di posizioni contrarie alla Manovra provenienti da diversi settori del mondo sindacale e sociale e apprendo di sit-in, mobilitazioni e scioperi spontanei che in queste ore si stanno organizzando e decidendo, a testimonianza del fatto che il provvedimento fa pagare la crisi sempre agli stessi, ai soliti noti: lavoratori e pensionati in primis".
"Noi - conclude Diliberto - stiamo dalla parte di chi non ci sta e chiediamo a gran voce di cancellare tutte le iniquità presenti nel testo partorito ieri dal Consiglio dei Ministri e di sostituirle con un’unica e sola misura, questa sì, di equità: l’introduzione di una vera patrimoniale, senza la quale non ci sarà uguaglianza che tenga”.
Inviato da : redazione | Lunedì, 05 Dicembre 2011 - 14:30

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