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#suggerimOnti PDF Stampa E-mail
Notizie nazionali
Scritto da Donato Rapito   
Venerdì 02 Dicembre 2011 06:27

#suggerimOnti

Caro Presidente del Consiglio

come Ella ben sa, la gravissima crisi internazionale nasce negli Stati Uniti nel 2008 dalle grandi banche. Oggi il problema del debito non è solo italiano, ma europeo. Noi chiediamo alla BCE di fermare gli speculatori acquistando direttamente i titoli pubblici nazionali, come fanno le banche centrali degli Usa e del Giappone.
Ciò non significa che dobbiamo venir meno al compito di responsabilità nazionale di mettere ordine ai nostri conti pubblici. Apprendiamo che forse il suo governo aumenterà l'IVA, toccherà le pensioni e reintrodurrà l'ICI. Misure che potrebbero valere tra i 20 e i 25 miliardi di Euro, e che colpiranno pesantemente i lavoratori, i pensionati, i giovani, i precari e i disoccupati. Noi le proponiamo di essere molto più severo e di varare una manovra da 100 miliardi di euro, senza però mettere le mani nelle tasche dei lavoratori. Si può fare, ecco come:

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Massacro di Ferragosto, pericolo del "governo tecnico" e ruolo dei comunisti e della sinistra PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione Portale Comunisti Puglia   
Martedì 16 Agosto 2011 06:34

l'ernestoMassacro di Ferragosto, pericolo del "governo tecnico" e ruolo dei comunisti e della sinistra

di Fosco Giannini

su l'Ernesto Online del 14/08/2011


Siamo di fronte ad un massacro sociale e ad un saccheggio sull’intera ed ormai vastissima area del proletariato italiano – che si allarga giorno dopo giorno ben al di là della classe operaia, dei salariati e degli stipendiati - senza precedenti. In questi giorni di ferragosto si sta scatenando il più selvaggio attacco della cavalleria governativa e padronale della storia della Repubblica. Dopo la manovra economica delineata nei primi giorni d’agosto; nel fluttuare della più grande crisi economica della storia degli Stati Uniti d’America; dopo la crisi della Borsa francese e sotto l’incalzare delle ormai quotidiane richieste di nuovi sacrifici da imporre ai lavoratori e alle masse da parte della Banca centrale europea, il governo Berlusconi delinea – solo dieci giorni dopo la presentazione della prima correzione della manovra – delle misure aggiuntive volte a portare la manovra complessiva oltre i novanta miliardi di euro; misure che, da sole, danno il segno che ogni confine antisociale è stato superato; che da ora in poi, in senso antipopolare, tutto sarà possibile, che ogni residua barriera potrà essere travolta. Le improvvise misure di ferragosto alzano innanzitutto e di nuovo la scure sui lavoratori del pubblico impiego: slittamento del Tfr di due anni e cancellazione della tredicesima per i dipendenti delle amministrazioni “non virtuose” (e nessuna lo è, dentro i tagli sociali). Un ulteriore giro di vite sugli insegnanti della scuola pubblica. Un aumento del livello di tassazione sugli stipendi. Un nuovo colpo alle pensioni (viene anticipato dal 2020 al 2015 il progressivo innalzamento a 65 anni - entro il 2027 - dell'età pensionabile delle donne nel settore privato). Un attacco contro il lavoro autonomo ( più alti livelli di tassazione) in una visione di classe per la quale si aggrediscono prima i lavoratori, poi i commercianti e gli artigiani, poi la piccolissima e piccola impresa, nell’ottica di salvaguardare e lasciar fuori dalla crisi il capitale e le fortune economiche. Come se non bastasse – in un’ottica delirante della concezione della produttività – vengono abolite alcune giornate festive, tra le quali il Primo Maggio e il 25 Aprile. Non a caso, le feste della Lavoro e della lotta di Liberazione.
Ma facciamo qualche passo indietro.

Ultimo aggiornamento Martedì 16 Agosto 2011 06:39
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Una manovra liberticida che va evitata PDF Stampa E-mail
Notizie nazionali
Scritto da Donato Rapito   
Sabato 13 Agosto 2011 16:24

Una manovra liberticida che va evitata

pubblicata da Oliviero Diliberto il giorno sabato 13 agosto 2011 alle ore 17.10

Siamo alla dismissione dello Stato. Tra liberalizzazioni, privatizzazioni, deregolamentazoni, riduzioni di diritti e di salario, il governo Berlusconi ha prodotto una stangata micidiale in cui il grande assente è il ruolo dello Stato quale tutore e propulsore dei beni comuni, della tutela dei lavoratori e dei pensionati. I servizi pubblici - dall'infanzia, ai disabili, ai trasporti, alla sanità - subiscono un colpo come mai era successo nella storia della Repubblica italiana.

La situazione economica è catastrofica, continua Diliberto, lo sappiamo talmente bene che lo ripetiamo dal 2007. Ma questa manovra è semplicemente liberticida. Tutto viene scaricato sui lavoratori e sul ceto medio. Sui pensionati, sulle donne e sulle famiglie. E' una manovra che va impedita. Sappiamo che la situazione è tale da rendere necessari sacrifici. Il popolo taliano ne è cosciente. Ma sacrifici che siano basati sull'equità, su una vera progressività, su misure di rilancio dell'economia che facciano uscire il Paese dal pantano in cui l'ha cacciato una banda di malfattori e di incapaci che si accingono a svendere tutto ciò che questo Paese ha accumulato in anni ed anni di sacrifici, ricostruzione e sviluppo. Malfattori e incapaci, commissariati da organismi finanziari internazionali, che aggrediscono i paesi più deboli svuotandoli economcamente e politcamente. La manovra va e può essere evitata. L'apparente silenzio delle classi popolari e medie è il sintomo comprensibile di forti timori. Ma il governo Berlusconi è ormai inviso al Paese e se ne accorgerà presto.

 
L'ernesto PDF Stampa E-mail
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Scritto da Donato Rapito   
Domenica 24 Luglio 2011 19:26

L'ernesto

 

 

 

 

 

 

 

 

Nasce una nuova rivista

di Andrea Catone, Luigi Marino e Maurizio Musolino

su MarxVentuno del 24/07/2011

 

Nasce oggi una nuova iniziativa editoriale, MarxVentuno. Fare di questi tempi una rivista non è cosa facile, tanti sono i problemi a partire dalle compatibilità economiche e dalle difficoltà di distribuzione. Eppure, nonostante queste considerazioni, siamo qui con una rivista che si propone di approfondire - attraverso le lenti dei nostri grandi maestri, da Marx a Lenin a Gramsci - lo studio e la conoscenza del nostro Paese, della sua struttura di classe, delle forze politiche, che sono il riflesso, la nomenclatura delle classi. Uno studio che non sia fine a sé, ma sappia tradursi in indicazioni utili all’elaborazione del programma politico. In ciò, guardando alla grande scuola politica del PCI nei suoi anni migliori, quando insegnò ai suoi militanti a saper intervenire quotidianamente e sistematicamente – e non solo saltuariamente o in occasione delle competizioni elettorali - in ogni piega della società, praticando una linea di massa. Armati di una linea politica, quindi, che è il risultato dell’unità dialettica di teoria e pratica, i comunisti fanno politica tra le masse non in modo declamatorio, né ponendosi alla coda di qualsiasi movimento, ma sapendo intervenire per spostare a proprio favore i rapporti di forza, indicando, senza mai perdere di vista lo scopo finale del comunismo, l’obiettivo intermedio più appropriato a tale scopo. I comunisti fanno politica nella situazione data, determinata dai rapporti di forza esistenti, non per adattarsi e convivere con essi (questo è l’opportunismo),ma per cambiarla.

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Le inique misure della Finanziaria 2011 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Donato Rapito   
Venerdì 15 Luglio 2011 19:44

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Luglio 2011 19:51
 
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“Di equità e giustizia sociale nemmeno l’ombra. La Manovra del governo Monti è in continuità con la politica da macelleria sociale del precedente Esecutivo". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.
"Leggo - continua Diliberto - della soddisfazione di Confindustria, di forti prese di posizioni contrarie alla Manovra provenienti da diversi settori del mondo sindacale e sociale e apprendo di sit-in, mobilitazioni e scioperi spontanei che in queste ore si stanno organizzando e decidendo, a testimonianza del fatto che il provvedimento fa pagare la crisi sempre agli stessi, ai soliti noti: lavoratori e pensionati in primis".
"Noi - conclude Diliberto - stiamo dalla parte di chi non ci sta e chiediamo a gran voce di cancellare tutte le iniquità presenti nel testo partorito ieri dal Consiglio dei Ministri e di sostituirle con un’unica e sola misura, questa sì, di equità: l’introduzione di una vera patrimoniale, senza la quale non ci sarà uguaglianza che tenga”.
Inviato da : redazione | Lunedì, 05 Dicembre 2011 - 14:30

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