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Licandro (Pdci): Italia a rischio, ricostruire il centro sinistra e l'unità dei comunisti PDF Stampa E-mail
Notizie nazionali
Scritto da Redazione Portale Comunisti Puglia   
Sabato 17 Aprile 2010 17:30

licandroLicandro (Pdci): Italia a rischio, ricostruire il centro sinistra e l'unità dei comunisti
Ricostruire il campo democratico progressista, rianimare la sinistra e unificare finalmente i comunisti. Un programma da far tremare i polsi da seguire non necessariamente nell’ordine: ma è questa la linea che i comunisti italiani del Pdci stanno proponendo alle sparse forze della sinistra. Orazio Licandro, responsabile organizzativo del partito e braccio destro di Diliberto, ci spiega che i tempi sono stretti perché la situazione del Paese è drammatica, anche per la tenuta democratica.

Cominciamo dal dato elettorale. Anche tu parli di tenuta sostanziale?

Scherziamo? E’ stata una sconfitta sotto diversi punti di vista. Non nascondo anche una certa delusione: dopo un anno di scossoni politici interni alla destra, di vicende giudiziarie che hanno coinvolto il premier, sfiorato anche dall’ombra di collusioni mafiose, in un Paese piegato da una crisi economica devastante si pensava che l’astensione colpisse il centro destra.

 

Invece?

Così non è stato. L’astensione ha colpito pesantemente il nostro campo. Per cui, se il Pdl ha perso 1 milione 700 mila voti e la Lega 200 mila, il Pd ne ha smarrito 700 mila, 300 mila noi della Federazione, 200 mila di Pietro.

Risultato?

Che il centro destra si consolida, segno della forza di un formidabile blocco sociale che lo sorregge. Faccio l’esempio del Lazio: nessun candidato senza la lista del principale partito della sua coalizione avrebbe vinto. E invece il successo della Polverini è arrivato per l’accordo tra le imprese, una certa borghesia e la chiesa. Ecco il blocco sociale di cui parlavo.

Il dato del Pd è soddisfacente?

Per nulla. Il Pd si sta restringendo a partito appenninico che, per una forza politica che predicava l’autosufficienza, è un po’ poco.

Non sta meglio la Federazione della Sinistra.

Il dato elettorale è stato negativo.

Si paga certo l’ostracismo della grande stampa e Tv ma anche la divisione della sinistra. C’è stato questo derby con Vendola…

Distinguerei Vendola da Sinistra e Libertà che hanno scenari e prospettive diverse. Vendola gioca la sua partita nella scalata ai vertici del Pd, sfruttando l’arma del populismo.

Un’accusa decisa la tua: perché?

Quando Vendola afferma che i partiti sono morti e afferma che lui si candida a fare il tramite tra il popolo e le istituzioni che cosa fa? Sceglie il populismo e una strada autoritaria.

I partiti non stanno certo bene.

Ma una cosa è porsi il problema di rifondarli considerandoli come presidi democratici irrinunciabili. Altro è dire: sono morti, buttiamoli a mare. Per sostituirli con che cosa? Così Vendola liquida tranquillamente anche della Costituzione.

Con Sinistra e Libertà dovrete però fare i conti.

Certo. E anche loro dovranno fare delle scelte. Hanno diversi scenari davanti, non tutti legati al destino di Vendola. Possono decidere di non strutturarsi per entrare nel Pd, oppure emigrare altrove o ancora separarsi tra loro.

Cercherete un approdo unitario?

E’interessante la proposta di De Magistris per una federazione di tutte le sinistre come gamba decisiva della rifondazione del centro sinistra. Dobbiamo in effetti ricostruire tutto. La crisi del Pd è devastante, vive una mancanza di idee e progetti e ha difficoltà a fare l’opposizione. Con elementi di confusione grave come nel caso della Sicilia. Ma la sua crisi riguarda tutto il campo progressista.

Il dato della federazione della sinistra è stato negativo eppure avete sperimentato tutte le alleanze possibili.

Ripeto, il dato è stato negativo complessivamente. Nel Paese abbiamo sperimentato tutte le opzioni: siamo stati dentro un centro sinistra classico, in quello allargato con l’Udc e abbiamo stretto accordi tecnici. Ancora: siamo stati alleati in un centro sinistra anomalo senza l’Idv, oppure ci siamo presentati anche da soli in Lombardia e Campania o insieme a tutta la sinistra come nelle Marche.

Risultato?

Il risultato peggiore è dove siamo andati in solitudine: Lombardia e Campania, un disastro.

Che cosa state facendo per rimettere in piedi una sinistra all’altezza dello scontro?

Noi ci poniamo tre obiettivi, strettamente correlati tra loro. La ricostruzione del campo democratico e progressista, noi per la nostra parte e il Pd per la sua. Mestieri differenti che non presuppongono alleanze certe ma si pongono il problema di riorganizzare il centro sinistra. Poi c’è la ricostruzione della sinistra che non riguarda solo noi ma certamente ha bisogno dei comunisti.

Immagino che la terza questione riguardi proprio l’unità dei comunisti.

Certo: è grottesco che ci siano due partiti comunisti, per giunta piccoli..

Nell’immediato cosa farete?

Dobbiamo rafforzare e accelerare la costruzione della Federazione della Sinistra ovunque. Quindi avviare un serio dialogo a sinistra. E mi riferisco sia a Sinistra e Libertà che all’Italia dei valori. Dobbiamo fare in fretta perché la situazione del Paese è drammatica e impone una presenza rinnovata della sinistra e dei comunisti. Dobbiamo far capire che bisogna muoversi: in caso contrario siamo votati all’estinzione.

E’ possibile che una tradizione imponente e ricca come quella del Pci si sia  dissolta, volatilizzata?

Esiste ancora ma non emerge. Il paradosso è che molti elettori del Pd si definiscono comunisti e vedono brillare ancora la luce di una stella che non c’è più. Il Pd non è l’erede del Pci per decisione dei suoi gruppi dirigenti. Ecco perché dobbiamo raccoglierla noi pienamente quella tradizione per proiettarla nei tempi moderni.
Liberamente riprodotto da
http://www.fuoripagina.net/politica-generale/licandro-pdci-italia-a-rischio-rioostruire-il-centro-sinistra-e-lunita-dei-comunisti.html

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Aprile 2010 17:34
 
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“Di equità e giustizia sociale nemmeno l’ombra. La Manovra del governo Monti è in continuità con la politica da macelleria sociale del precedente Esecutivo". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.
"Leggo - continua Diliberto - della soddisfazione di Confindustria, di forti prese di posizioni contrarie alla Manovra provenienti da diversi settori del mondo sindacale e sociale e apprendo di sit-in, mobilitazioni e scioperi spontanei che in queste ore si stanno organizzando e decidendo, a testimonianza del fatto che il provvedimento fa pagare la crisi sempre agli stessi, ai soliti noti: lavoratori e pensionati in primis".
"Noi - conclude Diliberto - stiamo dalla parte di chi non ci sta e chiediamo a gran voce di cancellare tutte le iniquità presenti nel testo partorito ieri dal Consiglio dei Ministri e di sostituirle con un’unica e sola misura, questa sì, di equità: l’introduzione di una vera patrimoniale, senza la quale non ci sarà uguaglianza che tenga”.
Inviato da : redazione | Lunedì, 05 Dicembre 2011 - 14:30

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